CD IN VENDITA “ANONIMA ARMONISTI”
Il canto a cappella è quello che si esegue senza l’ausilio di alcuno strumento. Solo armonia, composta da diverse voci che eseguono diverse note, più, in genere, una o due che si occupano della parte ritmica (basso e batteria/percussioni). L’ingegno di chi canta a cappella sta quindi principalmente nell’arrangiamento, nell’adattamento, quindi di brani di ogni genere a un ensemble solo vocale.
L’Anonima Armonisti, quindi, sono sette giovani romani con la passione del canto, senza bisogno d’altro. L’idea viene nel 2003 a Ludovico “Dodo” Versino, pianista, allora studente al DAMS, ora doppiatore in erba.
Appassionato dei Neri per Caso (gruppo a cappella che negli anni ’90 aveva raggiunto la popolarità riproponendo celebri brani pop di tutto il mondo e cantando a sei voci pezzi originali), dei King Singers, i Take Six e i Rockappella (padroni della scena internazionale), Versino comincia, insieme al fratello Michele, a reclutare leve tra amici e conoscenti. I primi ad essere convocati sono Sergio Lo Gatto, artista poliedrico, che scrive canzoni, suona qualche strumento, canta e sogna di diventare uno scrittore, compagno di liceo di Dodo, come Matan Rochlitz, altro talentato cantante, chitarrista e compositore anglo-italiano. Il terzo tassello è composto da Simone Moraldi, amante del country e studente al Dams nello stesso corso di cinema di Dodo, che introduce nel gruppo Jacopo Romei, allora studente di ingegneria informatica e già solista in un gruppo funk-soul, ora titolare di una società di software. È Romei a tirare dentro l’ultimo componente, l’unico a star percorrendo proprio la carriera di cantante, Gabriele D’Angelo, che studia canto gospel al Saint Louis di Roma ed è amante di tutto l’R’n’B possibile.
Il gruppo comincia l’avventura “in un pomeriggio d’estate”, racconta Romei a Costanzo al microfono del programma Sky “Stella”. “Faceva molto caldo e ci siamo trovati ad arrangiare il primo pezzo, “Barbara Ann” dei Beach Boys, sguazzando nella piscina di casa Versino, mai così entusiasti”.
Il gruppo, che non ha ancora un nome, si rivede a settembre e ha occasione di offrire, alla Locanda Blues, un “trailer” di quello che sarà durante uno dei concerti acustici di The Room, il trio di chitarre e basso di Matan Rochlitz. I sette cantanti salgono sul palco uno alla volta sulla coda di “My city of ruins” di Bruce Springsteen fungendo da coro gospel, per poi proseguire da soli con “Barbara Ann” e solo l’attacco di “Fat Bottomed Girls” dei Queen, con tutto, quindi, il repertorio allora disponibile.
Arrangiando e provando, “cosa tutt’altro che facile, quando devi mettere d’accordo sette tra le persone più impegnate e piene di interessi di Roma”, commenta Versino, la prima data vera e propria è solo una prova aperta, riservata ad amici e parenti, l’11 marzo 2004 all’ Ylios Pub di Via del Boschetto. Stipati su un palco di 2 metri per 1,80, il settetto si esibisce e incide una prima registrazione, che poi darà modo di riderci su, come confermano tutti.
Nel frattempo c’è da scegliere un nome per il gruppo e, dopo “Voci di corridoio” e altri tentativi, Versino e Lo Gatto se ne escono con un derby vincente: Armonisti Anonimi o Anonima Armonisti? Inizialmente è il primo ad andare per la maggiore tra i sette cantanti ed è con quel nome che arriva la vera e propria serata pubblica, questa volta al B-Good di Formello, a giugno 2004. C’è già spazio per una prima trasferta, alla Festa della Musica Popolare all’Università di Salerno, prima che uno strano avvenimento li faccia salire su un palco importante.
Nel luglio 2004 Gabriele D’Angelo fissa una data da “Anticaja & Petrella”, storico antiquario-teatro nel centro di Roma, che però salta per problemi organizzativi a un’ora dal concerto. L’idea di Romei è quella di non darsi per vinti e, vista la stagione estiva e le vie del centro piene di passanti e turisti, di mettersi a cantare per strada, come nella più classica tradizione dei gruppi vocali. Il luogo prescelto è l’angolo tra Campo de’ Fiori e Via dei Giubbonari e il risultato è un successo inaudito. Un’enorme folla di curiosi si ammassa all’angolo della piazza e si ferma ad ascoltare brani come “Banana Boat” (harry Belafonte), “The lion sleeps tonight”, “Hit the road Jack” (Ray Charles), “I get around” (Beach Boys) e “Maramao perché sei morto” del Quartetto Cetra.
Il caso vuole che a passare di lì sia anche Lillo di Latte e i suoi derivati, noto gruppo romano di pop-umoristico condotto con il partner Greg. Basta prendere qualche numero di telefono e qualche giorno dopo l’Anonima Armonisti si ritrova invitata sul palco del “Fiesta!” all’Ippodromo Capannelle per aprire il concerto dei Latte.
Un’ottima pubblicità per il gruppo, che mette on-line il sito web ufficiale, www.anonimarmonisti.com, da subito pieno zeppo di registrazioni di concerti, video, momenti di prove, foto e un ricco guestbook. Un buon modo per dire arrivederci prima dell’estate.
Al ritorno nella Capitale le serate cominciano a farsi frequenti e il nome Anonima Armonisti viene richiesto in diversi punti della città, tra locali (Nonsolovino, Straripa, Tam O’Shanter) ed eventi pubblici (Feste dell’Unità, Serate di beneficienza etc.).
I traguardi più importanti di questa fase sono il Fonclea, storico locale live music vicino al Vaticano, dove tornano a duettare con Greg dei Latte, la serata alla Mostra del Cinema di Venezia 2005 e la Notte Bianca di Roma 2005 al Teatro Eliseo.
Nel 2006 Dodo Versino conosce Fernando Tofani, leader di un quartetto a cappella chiamato Harmonic System. L’Anonima e gli Harmonic si danno appuntamento una sera per “cantarsi addosso” e da questo simpatico confronto nasce l’idea di invitare il giovane quartetto ad aprire due concerti al Fonclea, durante i quali c’è l’occasione di incontrare anche l’arrangiatore e cantante dei Neri per Caso Diego Caravano.
Nell’aprile 2006, Sergio Lo Gatto, Dodo Versino e Matan Rochlitz si laureano e quest’ultimo annuncia al gruppo che il settembre successivo partirà per Londra per conseguire un master in giornalismo multimediale. Dopo aver discusso se sciogliere il gruppo, restare in sei o cercare una sostituzione, sembra essere l’ultima la soluzione migliore.
Intanto viene organizzato un concerto di “addio” all’Anonima originaria, al Cineporto (Fonclea estivo, 28 luglio), che rimarrà storico. Si dà intanto il via alle audizioni e la scelta cade proprio su Fernando Tofani, ora premio Claudio Villa 2007.
L’Anonima è pronta a tornare in pista, conseguendo traguardi come The Place, locale-culla del cantautorato italiano (Neri per Caso, Niccolò Fabi, Tuck and Patti, Francesco Baccini, Ivan Segreto e Alex Baroni), Big Mama, nido del blues dove hanno suonato anche Chet Baker, Miles Davis, Muddy Waters e Eric Clapton e il concerto Piazza del Campidoglio.
Le ultime novità arrivano in campo organizzativo e promozionale: il successo delle divise (magliette di vari colori con il logo) porta l’Anonima, dietro la spinta della nuova organizzatrice Susan El Sawi, a soddisfare ancora meglio i fan, con la stampa di magliette e felpe speciali da vendere ai concerti e un intero cd registrato live al The Place il 19 marzo 2006.
L’11 settembre l’Anonima partecipa al “September Concert”, una giornata di musica in ricordo delle vittime dell’attacco alle Torri Gemelle. Si tratta di un concerto gratuito offerto ai passanti nella Galleria Alberto Sordi. Di lì passa Pierluigi Pisa, redattore Sky nella trasmissione “Stella”, condotta da Maurizio Costanzo, che nota il gruppo e lo invita a far da cornice musicale alla diretta di giovedì 20. Costanzo legge dalla scaletta della puntata il nome del gruppo, lo presenta in diretta e rimane affascinato dalla vivacità, dal talento, dalla simpatia, dalla giovane età e, soprattutto, dal fatto che ciascun componente del settetto vive quest’esperienza come una passione, provenendo da un’altra specifica attività professionale.
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