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VALZER CON BASHIR

di admin • Gen 16th, 2009 • Categoria: Catalogo libri, Primo piano

Beirut, 14 settembre 1982: il comandante capo delle Forze Libanesi Gemayel Bashir perde la vita in un attentato a opera di gruppi terroristi palestinesi. Due giorni dopo, i campi profughi di Sabra e Chatila vengono presi d’assalto dai più fanatici seguaci di Bashir, i falangisti cristiani, che vendicano la morte del proprio idolo trucidando centinaia di inermi palestinesi, tra cui donne, vecchi, bambini. Ari Folman è un giovanissimo soldato dell’esercito israeliano, e il suo posto è tra i cerchi concentrici di militari che circondano il luogo della carneficina. Forse i razzi che hanno illuminato a giorno la ferocia dei falangisti sono partiti anche dalla sua postazione, ma lui non sa dirlo: vent’anni dopo nella sua testa non è rimasto un solo ricordo, né della notte del massacro, né dei combattimenti che l’hanno preceduta. Sarà l’incubo ricorrente di un amico a spingerlo verso i racconti e le testimonianze dei protagonisti dell’epoca, nel doloroso tentativo di riportare in vita la memoria di quei giorni terribili. “Valzer con Bashir” è il resoconto profondo e sofferto - ma non per questo meno lucido - di uno dei momenti più atroci della nostra storia, il risultato di un approccio delicato, originale, alle assurdità della guerra.

L’anomalia di questo fumetto – o per meglio dire di questa graphic novel – risiede tutta nella sperimentazione degli autori (soprattutto grazie agli sforzi del disegnatore David Polonsky) nel fissare sulla carta ciò che in principio fu pensato per il cinema. Ed è proprio a partire dal film che Valzer con Bashir – acclamato al Festival di Cannes nel 2008 ed “esportato” poi in tutto il mondo – trasmette nelle immagini del libro sensazioni altrettanto evocative sull’impatto che la guerra ha nel gioco della memoria. Il libro di Folman e Polonky è altresì un modo per definire al meglio le differenze “tecniche” dei due mezzi espressivi, per una volta ribaltati rispetto alla consequenzialità classica che vede il cinema trarre ispirazione dal fumetto. A differenza dei vuoti di memoria dei protagonisti, le immagini restano invece vive, raccontando con la propria nitidezza una guerra che non ha ragione d’essere, se non nell’aberrante e inconsapevole follia dei suoi protagonisti

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